Ciao mamma, ciao papà.

So che la nonna, prima che partissi, mi aveva chiamata per raccomandarmi di non andare, anche questa volta, a fare quelle cose pericolose e da incosciente che mi piace fare di solito.

Dopo averla lasciata un po’ parlare, al telefono, sono stata zitta e credo l’abbia preso per un assenso. La verità è che non sapevo cosa dirle, come le volte in cui, da ragazzina, mi invitava a fare giudizio e io rispondevo “sì nonna” anche se non avevo ancora capito cosa volesse significare.

Quindi voi non ditele niente, e facciamo tutti finta che mi sia improvvisamente scordata di tutte quelle cose pericolose e da incosciente che faccio di solito e mi trovi tranquilla a valle, a godere di queste ultime giornate estive.

E se fossi stata diversa?

A volte penso al fatto che, magari, avreste preferito una figlia più nella norma, meno incline a imbarcarsi in avventure che vi spingono a stare in ansia fino a sera, o per lo meno fino al momento in cui non ricevete una telefonata che vi conferma che sono viva, e che ho raggiunto la mia meta.

A volte penso che sareste stati più sereni con una figlia che, in centro, si ferma a contemplare la vetrina di Folli Follie, e non quella di Patagonia.

E non per una questione di prezzi, è evidente (papà, ti sento anche da qui che stai ripetendo come un mantra che “l’abbigliamento tecnico costa”, e che soprattutto “non esiste cattivo tempo, solo cattivo equipaggiamento”).

A volte credo quasi di esserne convinta, ma poi ci rifletto bene e mi dico che quelle foto di Istanbul e della mamma accanto alla BMW R100RS appese in casa sarebbero state sprecate, se in qualche modo non avessi seguito le vostre orme.

Quindi probabilmente, sotto sotto, vi va bene così.

Vi va bene che sia un po’ zingara e che i soldi che guadagno non sia tanto brava a tenerli da parte per il futuro, o per le cose da adulti, ma che scelga di destinarli all’acquisto di oggetti in grado di portarmi lontano o di rendere possibili esperienze indimenticabili.

Tutto quello che ottengo, lavorando duramente, si trasforma in ricordo, o in momenti pronti da vivere, e per me questo vale più di qualunque patrimonio, di qualunque fortuna creata nell’attesa di vivere, ma domani.

Quindi ciao mamma, e ciao papà. Oggi sono in cima al mio mondo, e ci sono arrivata con l’aiuto di qualche moschettone e della consapevolezza che non potrei mai realmente essere diversa da così.

La vista, dall’alto dell’accettazione di se stessi, è davvero straordinaria.

22 risposte

  1. Dolcissima questa lettera ai tuoi genitori, si vede che c’è amore ma anche complicità. A volte si crede che per i nostri genitori sia meglio un figlio con i piedi per terra, che non va in moto, che non viaggia , che … ma sbagliamo. Siamo quello che siamo e i genitori ci amano per questo. E tua nonna immagino sia felice nel saperti semplicemente in cima al mondo!

  2. Bravissima, io sarei felicissima di avere una figlia come te!
    Credo che un genitore non può che essere orgoglioso di avere una figlia felice perchè fa ciò che ama!
    Quindi continua così…

  3. Come ti capisco! Anche io amo trasformare quello che guadagno in ricordi o storie da raccontare. Anche se in verità ho meno spirito di avventura di quello che hai tu. Complimenti per le tue imprese.
    Ps. Non diremo niente a nonna. 😉

  4. Arianna, sei una vera forza, sai?
    Brava, non dire niente alla tua cara nonnina, qualche segreto a fin di bene a volte è necessario.
    Se hai seguito le loro orme, immagino siano orgogliosi di te, anche se stanno in ansia tutto il giorno (come è normale che sia), anche se ogni volta ti mettono in guardia.
    Io sono una di quelle figlie che si fermano davanti alle vetrine, che aspettano i saldi e che fanno viaggetti tranquilli una volta l’anno, con qualche weekend di relax qua e là. Eppure ho dei genitori che stanno in ansia comunque. Che ci vuoi fare? Credo sia una clausola che ogni genitore deve accettare alla nascita dei propri figli…
    Bella riflessione, a rileggerti.

  5. Che bellezza conoscersi, accettarsi, e magari piacersi anche così come si è! Credo molto nell’imprinting che possono dare i genitori anche nella passione per scoprire il mondo…E così quando guardo il grafico delle spese della mia carta di credito (quasi tutte alla voce trasporto e ospitalità”) sorrido e ripenso ai tanti viaggi fatti da piccola con i miei!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *