Qualche giorno fa, seduta nella quiete del mio soggiorno, sono incappata nelle Instagram Stories di Bianca (che ho conosciuto durante i tre giorni di Women Motors Bootcamp) e ho iniziato a riflettere. Perché anche se quello che raccontava, purtroppo, non era nulla di nuovo, ogni volta non riesco a contenere la delusione. E a non pensare che viviamo in una società profondamente maschilista, nella quale noi donne siamo costrette a lottare con le unghie e con i denti, sempre e comunque. Chiamate a dimostrare il nostro valore e le nostre competenze in maniera esasperata, perché quello che la società fa è di metterci i bastoni fra le ruote. Ostacolando l’uguaglianza, e richiedendoci il doppio del coraggio, della pazienza e della perseveranza per raggiungere il nostro obiettivo.

Ne avevo parlato in un post qui sul blog, a gennaio, di cosa vuol dire essere donna e essere motociclista. Vi avevo raccontato delle frasi assurde che ci vengono rivolte, anche quando meno ce lo aspettiamo, e il riscontro era stato eccezionale. Decine di voi mi avevano scritto, nei giorni seguenti, per dirmi che non siamo sole nella nostra battaglia. Che la forza che trasmettiamo, con la nostra decisione, sarà sicuramente in grado di cambiare le cose.

Nel frattempo, però, è difficile. È difficile accettare parole pesanti e giudizi superficiali, ed è ancora più difficile rimanere inscalfibili di fronte all’offesa.

Bianca, qualche giorno fa, ha ricevuto un messaggio realmente spaventoso, di un uomo che la accusava di non essere femminile. Affermando, tronfio, che la follia di amare le due ruote dovrà pur finire, prima o poi, quando Bianca si renderà conto che è la normalità a dover prendere il sopravvento. Quando dovrà badare a una casa, in quanto donna, mentre l’uomo al suo fianco potrà continuare a fare quello che vorrà proprio per il fatto di essere portatore sano di organi genitali maschili.

Ha accusato Bianca di non essere normale, perché a quanto pare la normalità non è sentirsi libere di esprimersi, vivere una vita piena e seguire la strada del proprio cuore. La normalità è chiudersi dentro lo schema quadrato di quello che gli altri (ma chi, poi?) si aspettano da noi e dal nostro genere.

Lei, però, non è stata ad ascoltare, anzi. Si è indignata, e noi con lei, e ha continuato a interrogarsi.

Quale sarebbe la normalità?

Io è da 27 anni che mi pongo questa domanda, e non sono ancora stata in grado di trovare una risposta. È 27 anni che porto avanti la mia esistenza fatta di passioni, sbagli, trasferimenti e svolte continue. Non sarà ordinario, non sarà rilassante, non sarà la cosa più comoda. Ma è la mia vita, e sono libera di scegliere di rivoluzionarmi, ogni volta che voglio. Perché è quello che mi fa sentire viva, è quello che mi fa provare emozioni immense.

C’è del maschilismo profondamente radicato, nelle parole rivolte a Bianca, ed è molto grave. È molto grave che, nel 2019, ci si riduca ancora a pensare al mondo come a un universo tagliato in due da un muro. Che divide gli esseri umani in chi può sognare, e inseguire le proprie passioni, e chi no. Perché non è conveniente, perché non è prioritario. Perché la preoccupazione delle donne dovrebbe essere quella di far andare avanti una casa, e una famiglia. Annullando la propria personalità, possibilmente, perché ciò che brucia l’anima e ti spinge a vivere non conta. Conta solo quello che devi mandare avanti, al di fuori di te.

Noi non ci stiamo.

Guardateci bene, e imprimete questa immagine nella vostra mente. Guardateci bene e mettete a fuoco cosa vuol dire credere in se stesse.

Potremo anche vacillare, a volte, essere donne ed essere fragili. Ma il mondo non sarà mai in grado di metterci in un angolo.

Kind heart. Fierce Mind. Brave Spirit.

 

6 risposte

  1. Detesto leggere che c’è qualcuno ancora oggi che vuole confinarci in casa, detesto quel maschilismo che si protrae dal Medioevo, per fortuna che la donna si può rendere indipendente grazie al lavoro e dopo lo sforzo(visto che se una donna fa la casalinga è come se per stereotipo non lavori abbastanza),può decidere di godere i soldi che ha guadagnato, perché può solo l ‘ uomo ?
    Perché una donna dovrebbe sacrificare le sue passioni…solo perché c’è è qualcuno che non accetta il progresso?

    1. ben detto… ma purtroppo capita ancora. E noi non dobbiamo mai smettere di parlarne, o la nostra battaglia non avrà una voce abbastanza potente!

  2. Sostanzialmente d’accordo, anzi tutte le volte che incontro una ragazza che vuole imparare ad andare in moto la incoraggio e supporto, come quando incontro una che vuol fare lo scienziato o l’ingegnere. Quando ho studiato io, di ragazze ad ingegneria ve ne erano meno di un pugno – e cio’ era una perdita per tutti. Oggi spero che, come in moto, almeno nei rami piu’ interessanti e in flusso come l’elettronica e l’informatica, siate di piu’.

    Di idioti nel mondo ve ne sono tanti, ed alcuni in posizioni privilegiate si oppongono alla valanga. Bada bene, posizioni in cui sono nati, non si sono meritati . C’e’ del giusto nel “giu’ la visiera ed apri il gas…”

    La considerazione che vorrei aggiungere pero’ e’ un altra:
    Attorno al mondo, si osservano delle forzate “prese di potere” e “ristorazioni” ad un passato mitico in cui tutto era meglio. Questo amplifica o porta a delle societa’ ancor piu’ unilaterali, gerarchiche, e patriarcali. Naturalmente, impossibile senza il supporto di “tradizioni” e religioni che vi forniscono autorita’ e giustificazione morale.
    Il fenomeno si osserva sia in societa’ in cui le generazioni anziane sono una proporzione consistente della popolazione (vs. le nostre del primo mondo che hanno avuto il baby boom), che in altre in cui una minoranza (tipicamente ricca e geronto-kleptomane) ha una posizione di potere sproporzionata (vd. nord africa). Le similitudini son infatti molte piu’ di quanto vogliano farci credere…

    E’ come il drago ferito a morte che da dei gran colpi di coda distruggendo tutto. Ci vorra’ del tempo, ma questa mentalita’ si estinguera’ da sola. Alla fine e’ un sistema che sfrutta l’ottusita’ e la mancanza di volonta’ ad adattarsi per mantenere dei privilegiati.

    Io credo nella capacita’ umana di adattarsi ai tempi e al mondo interconnesso, complesso, ed in flusso rapido e mescolato di oggi. La domanda che faccio a me stesso e’: che non sia meglio concentrarsi sul diventare fra quelli che riescono a surf the wave di queste trasformazioni, per sopravviverle e aiutare a cambiare le persone attorno a noi?

  3. Devo ammetterlo… lì per lì stavo per commentare in maniera aggressiva, perchè – pur esponente della categoria dei “portatori sani di organi maschili” – quando leggo o assisto ad espressioni discriminatorie come questa, mi sale l’omicidio!
    Poi ho letto fino in fondo e… mi è salito l’omicidio!!!
    Dite che è difficile essere donne, ed è vero, ma credetemi… è difficile anche essere un uomo quando mi scontro con monocellulati cerebrali convinti che, in quanto maschi, il mondo giri attorno a loro!
    Purtroppo il mondo è questo, e la lotta per la moltiplicazione neuronale della categoria delle “teste di membro” è difficile e lunga… ma non desistete! ogni 100 idioti, uno di sano c’è ( no… non sono uno di quelli ), e il karma esiste… urca se esiste!… a volte ci mette un po’, ma i conti tornano… sempre!
    Per il resto, venite a divertirvi in moto con quelli sani!

    1. Grazie per le tue parole Alessandro. Sono sicura sia un mestiere davvero difficile anche essere uomo. Ma io non perdo la speranza. E tu continua così!
      a presto

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